la rometta

TottiLa rometta è tornata. Il pareggio casalingo contro l’ultima in classifica ha confermato l’impalpabilità della squadra contro le cosiddette “piccole”.

Mio cugino interista mi ha detto: “essere stati eliminati dalla Roma in Coppa Italia ti fa capire quanto facciamo schifo, contro una squadra che pareggia in casa col Pescara …”. Come dargli torto.

Scavalcati in classifica proprio dall’Inter di Rocchi, Schelotto e Kuzmanovic e staccati dalla Fiorentina di Montella, i giallorossi regalano al pubblico dell’Olimpico l’ennesima partita da “me ne potevo andà al mare”.

Anche contro il Pescara la Roma ha messo in mostra tutti i limiti di una rosa incompleta, con alcuni talenti che devono ancora sbocciare e giocatori decisamente sopravvalutati. Il portiere, acclamato a gran voce da alcuni nell’era Zeman che gli aveva preferito Goicoechea, si è confermato non essere all’altezza, Piris non vale i 4 mil. di riscatto, ma forse neanche 2, DDR tanto impegno ma poca qualità e sostanza e l’attacco con Osvaldo che da la sensazione di avere le valigie pronte e il biglietto in mano. Non che gli altri abbiano fatto una bella partita …

Vedere Totti al 90 farsi 50 metri per battere una rimessa laterale con tutti i compagni fermi in attesa non si sa di cosa, fa capire quanto questi giocatori siano poco stimolati e male allenati. Il buon Andreazzoli ha provato la tattica del padre buono, comprensivo e sempre aperto al dialogo. Ha assecondato i giocatori favorendoli con le sedute di allenamento, gli orari, e ha dato fiducia a chi era stato messo in disparte dal predecessore a discapito però di quelli che fino a quel momento avevano meritato il campo.

I risultati non sono quelli sperati. Al solito, l’allenatore, vale per tutti, ha delle colpe, ma la responsabilità principale è della società. Non c’è guida, non c’è padrone, non c’è competenza, non ci sono regole … O forse quelle ci sono, ma evidentemente non vengono applicate. L’impressione che ho io dagli spalti è di un gruppo di ragazzi, chi più chi meno talentuosi, abbandonati al loro destino, senza guida e punti di riferimento.

Secondo anno dell’era “americana”, secondo anno di questa dirigenza e secondo fallimento. C’è ancora un obiettivo da raggiungere, la vittoria in Coppa italia. Il trofeo nazionale salverebbe in piccola parte la stagione, ma non risolverebbe i seri problemi societari e tecnici che ci portiamo avanti da due stagioni.

In tutto questo marasma il 10 aprile è partita la campagna abbonamenti. Ennesima dimostrazione di approssimazione e scarsa competenza di una società che punta esclusivamente sulla fede cieca dei suoi tifosi.