l'autogestione

burdisso-miccoliTutto sbagliato. Dalla formazione, al modulo, all’atteggiamento. L’unica cosa giusta il risultato finale.

La Roma torna dalla Sicilia con una sconfitta pesante contro l’ultima in classifica.

Il Palermo ha giocato la sua “finale” per darsi un’ultima chance di rimanere nella massima divisione. La Roma però non aveva ambizioni meno importanti.

Mi fa piacere sapere che adesso si allenano col sorriso e che c’è dialogo con l’allenatore. Altro aspetto che mi tranquillizza è che adesso sono più coperti in difesa e finalmente c’è un portiere vero tra i pali. Non sarà che ridono troppo e corrono di meno? Chissà di che parlano con il mister se poi i risultati sono questi.

La lenta involuzione della squadra giallorossa sta prendendo forma. Burdisso si lascia bruciare da Miccoli dimostrando che l’età passa per tutti – tranne uno – Piris sta lentamente tornando quello di inizio stagione, impacciato e fuori posizione. Lamela da attaccante talentuoso con lo sguardo rivolto verso la porta avversaria sta tornando foca. DDR non pervenuto, ma non è una novità. Stekelemburg ha le mani tremolanti quelle rare volte che riesce ad intercettare una palla.

Andreazzoli mette in campo una squadra imbottita di centrocampisti senza esterni di ruolo, di fatto lasciando isolati i tre difensori. In attacco Totti e Lamela, con quest’ultimo alle spalle, ma a grande distanza, del Capitano. In pratica un 3-5-1-1 incomprensibile. Buon uomo il mister giallorosso, ma gli ultimi in classifica hanno un allenatore con la A maiuscola.

A fine partita dichiara: “Tornassi indietro rifarei le stesse scelte, non vedo perché avremmo dovuto cambiare visto che con il Parma abbiamo vinto con la stessa formazione eccetto Marquinhos. E poi il Palermo aveva lo stesso assetto e le stesse prerogative”. Mi spaventi Aurè.

L’autogestione iniziata con l’esonero di Zeman ha portato i suoi frutti. Qualche vittoria, anche significativa come quella contro la Juventus, ma anche due sconfitte pesanti e ingiustificate. La sensazione è quella di una squadra che gioca quando ha stimoli forti, ma in generale non c’è cattiveria e voglia di vincere. Se poi consideriamo che alcuni successi ottenuti con l’autogestione sono da ascriversi al fattore culo… La Dea Bendata ad inizio stagione non abitava in casa giallorossa.

Non pensiamo al passato, adesso c’è un derby da vincere e una finale di coppa Italia da raggiungere. Stimolanti lo sono, per noi tifosi, vediamo se sarà così anche per i giocatori … Andreazzoli permettendo.